Santo del Giorno
Mercoledì 3 giugno 2026

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Vangelo di Mercoledì 3 giugno 2026

San Carlo Lwanga e compagni, martiri · Tempo Ordinario

Vangelo di Mercoledì 3 giugno 2026

Dal Vangelo secondo Marco 12, 18-27

Poi vennero a lui de’ Sadducei, i quali dicono che non v’è risurrezione, e gli domandarono: 19Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia moglie senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. 20Or v’erano sette fratelli. Il primo prese moglie; e morendo, non lasciò progenie. 21E il secondo la prese e morì senza lasciare progenie. 22Così il terzo. E i sette non lasciarono progenie. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. 23nella risurrezione, quando saranno risuscitati, di chi di loro sarà ella moglie? Poiché tutti i sette l’hanno avuta per moglie. 24Gesù disse loro: Non errate voi per questo, che non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 25Poiché quando gli uomini risuscitano dai morti, né prendono né dànno moglie, ma son come angeli ne’ cieli. 26Quando poi ai morti ed alla loro risurrezione, non avete voi letto nel libro di Mosè, nel passo del "pruno", come Dio gli parlò dicendo: Io sono l’Iddio d’Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe? 27Egli non è un Dio di morti, ma di viventi. Voi errate grandemente.
Prima lettura 2 Timoteo 1, 1-3.6-12

1Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, 2a Timoteo, mio diletto figliuolo, grazia, misericordia, pace da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore. 3Io rendo grazie a Dio, il quale servo con pura coscienza, come l’han servito i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere giorno e notte, 6Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per la imposizione delle mie mani. 7Poiché Iddio ci ha dato uno spirito non di timidità, ma di forza e d’amore e di correzione. 8Non aver dunque vergogna della testimonianza del Signor nostro, né di me che sono in catene per lui; ma soffri anche tu per l’Evangelo, sorretto dalla potenza di Dio; 9il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una sua santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, 10ma che è stata ora manifestata coll’apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità mediante l’Evangelo, 11in vista del quale io sono stato costituito banditore ed apostolo e dottore. 12Ed è pure per questa cagione che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e son persuaso ch’egli è potente da custodire il mio deposito fino a quel giorno.

Santo del giorno

Calendario liturgico San Carlo Lwanga e compagni, martiri

Carlo Lwanga

Carlo Lwanga

Santo ugandese

Carlo Lwanga fu un martire ugandese, capo dei paggi della corte del re di Buganda Mwanga II. Fu ucciso assieme ad un gruppo di suoi coetanei durante le persecuzioni anticristiane nel suo paese (1885-1887), particolarmente per essersi rifiutato di accondiscendere ai desideri omosessuali del re. Beatificato nel 1920, è stato proclamato santo da papa Paolo VI nel 1964 ed è il capofila dei Santi Martiri dell'Uganda.

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  • Achilla di Alessandriavescovo egiziano
  • Juan Grande Románreligioso spagnolo

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Testi biblici: Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), di pubblico dominio. Riferimenti delle letture: lezionario romano.